In breve
Il costo di un percorso di videomarketing dipende da tre blocchi: la strategia, la produzione e la continuità della gestione. Confrontare due proposte solo per il numero di contenuti al mese è il modo più rapido per scegliere quella sbagliata: due offerte con lo stesso numero di video possono contenere quantità di lavoro molto diverse.
Perché il prezzo per Reel non dice nulla
La domanda che riceviamo più spesso è quanto costa al mese. È legittima, ma nasconde una trappola: due proposte da dodici contenuti mensili possono essere lavori completamente diversi. In una c'è una discovery approfondita, una strategia scritta, script approvati, una giornata di riprese con regia, editing specializzato e analisi. Nell'altra c'è qualcuno che passa due ore in negozio e consegna dodici file.
Il numero di contenuti è l'unica variabile facile da confrontare, ed è per questo che diventa l'unica confrontata. È anche la meno correlata al risultato.
I tre blocchi che compongono il costo
| Blocco | Cosa contiene | Cosa cambia se manca |
|---|---|---|
| Strategia | Discovery, analisi dell'offerta, posizionamento, piano contenuti, script | Si producono video corretti che non parlano a nessuno in particolare |
| Produzione | Preparazione, giornata di riprese, regia, editing, formati | Il messaggio c'è ma non regge il confronto con il resto del feed |
| Continuità | Pubblicazione gestita, confronto periodico, analisi, correzioni | Il lavoro si ferma dopo due mesi e si riparte da zero |
Le voci che spostano davvero il preventivo
- Quante giornate di riprese sono previste e quante persone sono presenti sul set.
- Se gli script vengono scritti e approvati prima, o improvvisati sul posto.
- Chi fa l'editing e con quale livello di specializzazione sui formati.
- Se la pubblicazione è compresa o resta a carico dell'azienda.
- Se è previsto un confronto periodico con lettura dei dati.
- Chi è il referente e con quale reperibilità.
L'advertising è una voce a parte
Il budget pubblicitario non è il compenso dell'agenzia e non dovrebbe mai essere confuso con esso. Sono due cose distinte: il lavoro di ideazione e produzione da un lato, la spesa media consegnata alle piattaforme dall'altro. Un preventivo che li mescola rende impossibile capire quanto stai pagando per il lavoro e quanto per la distribuzione.
Come si costruisce un budget sostenibile
Il criterio che usiamo in discovery è la compatibilità con i margini. Un investimento in comunicazione ha senso se l'azienda può sostenerlo per il tempo necessario a vederne l'effetto, che non è un mese. Se una cifra ti costringe a valutare l'interruzione dopo otto settimane, quella cifra è sbagliata anche se il servizio è buono.
Un esempio puramente ipotetico, utile solo come ragionamento e non come listino: se un cliente medio ti lascia un margine di duecento euro e il percorso ti costa mille euro al mese, ti servono cinque clienti aggiuntivi al mese per pareggiare. La domanda diventa concreta: è un numero plausibile nella tua zona? Se la risposta è no, il problema non è il fornitore, è il piano.
Le domande da fare a chiunque ti faccia un preventivo
- Cosa fate prima di girare il primo video, e me lo consegnate per iscritto?
- Quante persone lavorano al mio progetto e chi è il mio referente?
- Gli script vengono approvati da me prima delle riprese?
- La pubblicazione è compresa o è a carico mio?
- Ogni quanto ci vediamo per leggere i risultati?
- Cosa succede ai contenuti e agli accessi se interrompiamo?
Un'ultima avvertenza
Diffida di chi ti garantisce risultati numerici prima di conoscere la tua azienda. Nessuno controlla la distribuzione delle piattaforme; chi promette viralità sta vendendo una certezza che non possiede. Quello che un fornitore serio può garantire è il metodo, la quantità di lavoro e la trasparenza sui dati.
Domande frequenti
Non pubblichiamo un listino perché il perimetro cambia troppo tra un progetto e l'altro. Il criterio pratico è un altro: la cifra deve essere sostenibile per almeno sei mesi e compatibile con il margine che generi su un cliente aggiuntivo.